Il fattore principale di questo viaggio, sono qui soprattutto per assistere alle processioni della Semana Santa del venerdì Santo chiamata Il Santo Entierro (Cristo deposto nel sepolcro) e quella di Sabato chiamata La Resurrezione.
Come dicevo queste processioni che si ripetono da oltre 450 anni e in cui non si era mai verificata una sospensione delle processioni di Popayán, ad eccezione del Giovedì Santo del 31 marzo 1983, a causa del terremoto che colpì la città e che causò gravi danni al centro storico e a molte chiese ed edifici antichi. Nonostante la tragedia, la città fu restaurata con grande impegno e riuscì a conservare gran parte del suo patrimonio architettonico. Negli anni 2020 e 2021, le processioni furono nuovamente sospese a causa della pandemia globale di COVID-19.
La forma classica della Semana Santa payanesa si concentra tra martedì e sabato prima di Pasqua. UNESCO descrive cinque processioni principali, dedicate rispettivamente a:
- La Vergine Maria
- Gesù Cristo
- La Santa Croce
- Il Santo Entierro (Cristo deposto nel sepolcro)
- La Resurrezione
Si svolgono ogni sera partendo a turno da una chiesa del paese e percorrono tutte le strade del centro storico illuminate dalle candele lungo il percorso.
- Iglesia de San Agustín
- Templo La Ermita
- Parroquia de San Francisco
- Parroquia de Santo Domingo
- Catedral Basílica Nuestra Señora de la Asunción

In queste processioni ognuno ha il suo ruolo, e tutto questo unito all’organizzazione, al rispetto delle tradizioni fa si che questo evento abbia acquisito questo riconoscimento cosi importante. In ordine sfilano:
Barrendero
È il primo personaggio che appare nella processione. Il suo compito è spazzare le strade, affinché siano completamente pulite durante il passaggio dell’atto religioso.
Monaguillo
È colui che dà il secondo avviso dell’arrivo della processione, facendo suonare una campanella acuta per allontanare gli spiriti maligni. Durante il Giovedì e il Venerdì Santo, però, la campana viene sostituita da una matraca, che annuncia la morte di Gesù Cristo.
Alumbrante
Sono i cittadini che partecipano alla processione, sfilando con fede, tradizione e senso civico sui marciapiedi. Accompagnano i “Pasos” con ceri accesi, creando una sorta di corona di fuoco che circonda l’atto religioso.
Carguero
È la figura centrale della processione, incaricata di trasportare i “Pasos”. Si tratta di un ruolo generalmente ereditario, da padre in figlio da generazioni.
Il suo abbigliamento è caratterizzato da un copricapo o “capirote” dello stesso tessuto della tunica. Indossa espadrillas bianche di cabuya e porta anche un panno e un cordone o cingolo, simbolo di umiltà.
Sahumadora
È una giovane donna che sfila davanti ai “Pasos” di Cristo e della Vergine, portando un incensiere di terracotta nel quale, bruciando, l’incenso diffonde un profumo gradevole nella notte.
Indossa un artistico abito chiamato ñapanga, nome con cui un tempo si indicavano le ragazze del popolo. Il vestito è composto da una gonna (in origine di lana grezza locale, oggi di panno), una blusa di pizzo fatta a mano, espadrillas e un fazzoletto di cotone.
I capelli sono acconciati in due trecce adornate con nastri, più un terzo nastro. Come accessori, indossa orecchini in filigrana d’oro e una collana di velluto nero con una croce d’oro. Accompagna la processione portando il sahumerio, cioè un piccolo recipiente/incensiere da cui esce il profumo d’incenso. Sacralizza il passaggio della processione diffondendo l’aroma dell’incenso lungo tutto il percorso.
Moquero
Sono bambini tra i 9 e i 12 anni che indossano lo stesso abbigliamento dei cargueros. Il loro compito è pulire la cera che cola dai grandi ceri che illuminano i “Pasos”, raccogliendola in una borsa che portano con sé, approfittando delle pause dei portatori.
Regidor
Vestito in abito formale con frac e guanti bianchi, e con una sottile croce come bastone di comando, il regidor (o la regidora) rappresenta l’autorità durante la processione e cura tutti i dettagli organizzativi, affinché il rito mantenga la sua solennità.
Musica
La musica occupa un ruolo molto importante nelle processioni, dove si possono ascoltare cori, orchestre e bande che eseguono marce funebri di compositori locali.
Porta insignias
Due dei migliori studenti della Universidad del Cauca portano i chiodi e la corona con cui fu martirizzato Gesù Cristo. In alcune occasioni sono accompagnati dalla regina degli studenti di questa storica istituzione, che sfila vestita sobriamente in nero.
Porta cintas
Giovani donne di Popayán, vestite a lutto con un velo di pizzo sul capo, portano otto nastri di velluto nero che pendono da uno dei “Pasos” del Venerdì Santo, chiamato il Sepolcro. Durante la processione del Sabato Santo del Cristo Risorto, i nastri vengono portati nuovamente, ma in colore beige, e le giovani indossano abiti della stessa tonalità.









Posso dire che questa esperienza è stata davvero suggestiva, in un contesto incantevole le strade di Popayán con i suoi muri bianchi è una cornice perfetta.
Organizzazione impeccabile curata nei minimi particolari, dalla pulizia delle strade all’uso di candele e non luci artificiali per preservare le usanze antiche.
Da non sottovalutare il fattore sicurezza, polizia e militari che presidiavano ogni angolo, assistiti anche da un elicottero che dall’alto controllava il normale svolgimento dell’evento. La processione del venerdì iniziata alle 20:00 con passo lento e molto composto, impiega circa 1 ora e mezza per sfilare completamente dati i ritmi molto più composti e rispettosi della funzione che rappresenta la sepoltura di Cristo. Inversamente quella del Sabato inizia alle ore 22:00 con ritmi e colori differenti, passo più veloce e musica più coinvolgente per festeggiare la resurrezione.
Come vedere la processione:
E’ possibile farlo ai bordi della strada si è fianco a fianco alla processione ma la confusione e il poco spazio a volte non fa godere dell’esperienza. Mio consiglio personale, posizionarsi in un incrocio transennato in cui poter avere una visuale frontale, bisogna anticiparsi di qualche ora per accaparrarsi i posti migliori ma ne vale assolutamente la pena. Alternativa per chi non vuole aspettare in piedi e godersi la vita rialzata, nel parco principale alla fine del percorso vengono installati spalti dove poter godersi la sfilata tranquillamente seduti. Il venerdì santo l’ingresso è a pagamento mentre il sabato no, ma c’è da mettere in conto il lungo tempo di attesa dell’arrivo a fine percorso della sfilata.